Verdi Verdi
           

IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

Protezione ambientale nel settore energetico
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  Singolarmente, le esigenze ambientali e di risparmio energetico e le esigenze imprenditoriali coincidono, considerati i legami esistenti tra questi argomenti.

Lo stimolo verso l’autoproduzione di energia elettrica, se incentivata in modo proporzionale al rendimento energetico dei sistemi utilizzati ed al contenimento delle emissioni, ha impatti positivi sia sul bilancio delle aziende sia sullo stato dell’ambiente. Crea occupazione nell’industria energetica che opera sugli impianti di piccola e media taglia, riduce la dipendenza energetica dall’estero e riduce la dipendenza dalle elefantiache strutture statali che hanno controllato la situazione al di fuori di ogni logica di mercato ed al di fuori di qualsiasi esigenza ambientale locale.

L’acquisto di energia dai piccoli produttori da parte dell’ENEL deve avvenire a tariffe migliori ed incentivanti, specie quando la produzione avvenga tramite lo sfruttamento di tecnologie , legate alla protezione ambientale (recupero di energia dai rifiuti, produzione di biogas, ecc.).

Gli impianti di grande dimensione , devono essere progettati o rinnovati secondo principi di risparmio energetico, di riutilizo del calore a bassa temperatura, di cogenerazione, di teleriscaldamento, con un beneficio netto immediato per i residenti delle aree limitrofe agli impianti, sia dal punto di vista economico (minor spese di riscaldamento ed altro) e ambientale (eliminate le emissioni inquinanti locali).

Devono essere rimossi vincoli, pastoie normative ed autorizzative per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica con impianti di piccola e media taglia da parte dei privati , nel rispetto di deflussi che garantiscano l’ecosistema dei singoli fiumi e torrenti e dei complessivi bacini idrici. Devono anzi essere incentivati per il recupero di situazioni abbandonate e per la creazione di nuove risorse. Il solo recupero di risorse esistenti e rinnovabili equivale alla costruzione di alcuni impianti termici di grossa taglia ed ha un costo minore, anche dal punto di vista ambientale.

Le specificità e le potenzialità regionali e locali devono essere rispettivamente garantite e potenziate al massimo, anche in questo settore, che in passato si è appoggiato esclusivamente su di una programmazione accentrata, scarsamente riguardosa delle risorse e dei problemi locali, sia dal punto di vista energetico che ambientale.

Il tema dell’energia nucleare deve essere nuovamente affrontato con coscienza e cautela, e senza demagogia, nella prospettiva delle nuove generazioni di reattori ad alto coefficiente di sicurezza.

In tal senso, dovranno valutarsi razionalmente gli effettivi fabbisogni energetici a mediolungo termine, sulla scorta delle potenzialità degli impianti esistenti per la produzione di energia elettrica, delle risorse naturali cui si può attingere, nonché delle modificazioni in atto nei diversi comparti produttivi.

 
       
   
 
   

 

Home Home