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IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  Il nostro ordinamento ha recepito solo parzialmente la direttiva comunitaria n. 85/337, che istituisce la procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). Tale procedura considera l’ambiente come un complesso di relazioni in cui gli interventi hanno effetti sulla globalità del sistema e sui suoi singoli componenti.

La V.I.A. deve rappresentare lo strumento dell’"approccio integrato", da realizzare a livello regionale. Tale strumento , consiste nell’esame, fin dalla fase della progettazione, di tutti gli aspetti ambientali e dei rischi connessi alla realizazione di un’opera.

Ciò presuppone l’unificazione e l’integrazione dei relativi procedimenti amministrativi ed autorizzativi, secondo il principio "unica valutazione per un’unica autorizzazione", enunciato nella legge nazionale "Comunitaria 1993", che contiene i criteri per il recepimento anche di questa direttiva comunitaria.

Un’importante occasione per la possibilità di inveramento di nuove impostazioni urbanistiche è la proposta di direttiva, in discussione in sede comunitaria, che estende la V.I.A. alle previsioni contenute negli strumenti di pianificazione. Cio' , consentirà , di dare rilievo alla considerazione degli aspetti ambientali fin dalla fase di redazione dei programmi di settore o territoriali.

Gli Ambientalisti Federalisti intendono battersi perché trovi piena e completa attuazione la normativa europea sulla V.I.A., allargandone l’area di competenza a vaste categorie di opere tuttora esenti, nonché alla fase della pianificazione territoriale . Questo , stabilendo , sempre più diffuse modalità di informazione e partecipazione del pubblico.

Deve essere previsto il sistematico ricorso all’inchiesta pubblica per raccogliere le osservazioni dei cittadini su ogni progetto.

Le attività industriali a rischio di incidente rilevante sono individuate e sottoposte a procedure di sicureza ai sensi del D.P.R. n. 175 del 17 maggio 1988, che ha recepito la direttiva comunitaria n. 82/501 (la "direttiva Seveso").

La logica dell’"approccio integrato" dovrebbe guidare anche la revisione in atto della normativa sui rischi industriali ed il recepimento delle disposizioni comunitarie che affrontano questo tema, in relazione alla quantità e qualità delle sostanze pericolose che vengono utilizate nei processi industriali.

 
       
   
 
   

 

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