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IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  Visti i danni causati al territorio da una prolungata mancanza di pianificazione delle attività estrattive, l’obiettivo principale degli Ambientalisti e Federalisti consiste nel portare a compimento l’iter d’approvazione della legge quadro in materia di cave e torbiere, presentando una proposta di legge basata sui seguenti principi:

– ripristino dopo l’uso: l’estrattore di materiali e inerti deve essere poi tenuto al recupero dell’area (può essere utilizzato il compostaggio fertile per il rinverdimento), con le opportune garanzie. Al momento del rilascio della concessione gli deve essere riconosciuta un’idonea garanzia economica come onere connesso all’esercizio dell’attività (costo economico d’impresa);

– procedure semplificate, pur nella salvaguardia della professionalità (Albo regionale degli escavatori);

– pianificazione regionale e disciplina amministrativa da parte dei Comuni tramite concessione.

La legge quadro dovrebbe servire a determinare, in una materia che il D.P.R. 616 del 1977 ha demandato alle Regioni, pari condizioni sulle modalità di coltivazione e recupero dei giacimenti, nonché uniformità per quanto concerne la concessione di tali attività e la commercializzazione dei materiali estratti.

Dovranno, inoltre, convenientemente trasferirsi ai livelli regionali e comunali i poteri ancora oggi di pertinenza dello Stato centrale, relativi alla politica mineraria (tuttora definita dalla legge n. 752 del 6 ottobre 1982) ed alla escavazione negli alvei dei corpi idrici.

In tal modo queste competenze si rapporteranno ad una più globale programmazione e gestione da parte dei livelli istituzionali direttamente interessati, sia ai fini di una razionale visione complessiva delle correlazioni commerciali che nell’ottica di una più attenta valutazione ambientale di ciò che comportano tali attività produttive.

 
       
   
 
   

 

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