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IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

Smaltimento rifiuti
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  Obiettivo strategico di una politica ecologica è , quello , di ridunre quanto più possibile la produzione di rifiuti e, quindi, gli impianti di smaltimento. Ciò implica la riorganizzazione del nostro rapporto con i rifiuti, attraverso il riciclaggio e le modalità di produzione di base, così da ricondurre anche la vita dei prodotti ad un ciclo che comprenda una forma di riutilizzo, invece che soltanto di abbandono.

La logica di approccio al problema va cambiata radicalmente:

il rifiuto deve essere trasformato da scarto a risorsa, riusabile e riciclabile in processi produttivi di beni e di energia, secondo un principio che trova una convalida a livello comunitario.

La politica futura di gestione dei rifiuti, pertanto, si dovrà basare sulle seguenti linee direttive: .

– sul versante legislativo è necessario un coordinamento delle norme (Testo Unico) ed una semplificazione delle procedure;

– occorre predisporre una rete integrata di impianti di smaltimento, prevedendo l’autosufficienza a livello provinciale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e a livello regionale per quelli tossico-nocivi;

– occorre stabilire la responsabilità congiunta dei produttori, degli importatori e dei distributori del flusso dei rifiuti che provengono dall’uso dei beni durevoli e di imballaggio;

– bisogna operare la revisione strutturale dei criteri di pianificazione delle aree dove adibire gli impianti di smaltimento, cominciando con l’individuazione delle "aree non idonee";

– è necessario gestire i servizi pubblici per lo smaltimento dei rifiuti in modo più organico e con criteri di managerialità, ricorrendo allo strumento di impresa. Al fine di garantire ai cittadini un servizio economico ed efficiente, gli enti di gestione (pubblici e privati) dovranno avere dimensioni territoriali ottimali;

– occorre privilegiare impianti di termodistruzione con recupero di energia, da utilizare per il teleriscaldamento o come produzione di energia elettrica, rispetto al tradizionale sistema basato sulle discariche. Vanno, altresì fissate ,norme severe di controllo delle emissioni prodotte dagli inceneritori e dei residui derivanti dalla combustione posti in discarica (nel caso di impossibilità di riutilizo);

– è necessario attuare la raccolta differenziata, tenendo in considerazione l’effettivo riutilizzo dei materiali, orientandola anche verso i grossi produttori di rifiuti.

Tutte le decisioni dovranno essere attentamente valutate nel rapporto costi/benefici tanto economici quanto ambientali.

 
       
   
 
   

 

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