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IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  Non vi è alcun dubbio che lo standard del livello di qualità dei servizi pubblici di interesse ambientale è mediamente più basso rispetto a quello degli altri paesi industriali membri dell’Unione Europea.

L’insufficiente livello di qualità e di efficienza di tali servizi ha determinato finora una crescente insoddisfazione dei cittadini ed ha imposto limitazioni allo sviluppo economico e sociale del nostro paese.

Da anni, autorevoli studiosi ed amministratori , si interrogano sul "come" rendere più efficienti i servizi pubblici.

Tutti sono ormai d’accordo sul fatto che, dopo anni di diffuso populismo, bisogna diffondere sempre più nei cittadini la consapevoleza che i servizi pubblici costano.

Ci si e ormai resi conto, inoltre, che va sostenuta e rafforzata la cultura della concorrenza, che bisogna cioè attivare tutti i possibili stimoli della libera e corretta competizione di mercato anche nel campo della gestione dei servizi di utilità pubblica. L’attuazione della cultura della concorrenza postula il ricorso al mercato e, dunque, alle imprese.

Si vanno diffondendo, infatti, affermazioni secondo le quali l’utente del servizio pubblico va considerato e trattato come un cliente di un’ impresa.

I servizi, insomma, vanno gestiti rispettando le leggi dell’economia aziendale e di funzionamento del mercato. Solo in questo modo si potrà arrivare a fornire un servizio che rispetti le esigenze e i tempi di una società moderna e di un sistema produttivo europeo.

In questo contesto culturale si pone il problema di valutare quali siano le forme di gestione più adatte a garantire efficienza, efficacia ed economicità ai servizi di pubblica utilità.

Noi riteniamo il ricorso alle imprese private , cioè allo strumento conosciuto più in generale col termine di "privatizzazione dei servizi".

La privatizzazione dei servizi si ottiene , praticamente , o cedendo le attività pubbliche ai privati , oppure dando in concessione la gestione del servizio o , infine, provvedendo alla gestione diretta con strumenti di tipo privatistico, il che è possibile dando vita alle società per azioni.

La spinta al processo di privatizzazione degli enti e dei servizi pubblici proviene anche dall’Unione Europea, per assicurare una più diffusa concorrenza delle imprese nei diversi Stati membri.

Lo strumento della privatizzazione è oggi utilizato anche per consentire la costruzione e la gestione di infrastrutture ecologiche.

Si sta infatti passando , da una concezione di tipo "fiscale", in cui la realizzazione delle infrastrutture è finanziata con le entrate tributarie , ad una concezione di tipo "contrattuale" , nella quale il costo di realizzazione e gestione delle opere sia sostenuto dagli utenti con il pagamento di tariffe commisurate all’intensità di utilizzo delle infrastrutture.

L’intervento delle imprese private per la costruzione e gestione delle infrastrutture ecologiche presuppone un regime tariffario in grado di assicurare la remunerazione del capitale investito.

Questo tipo di intervento ha trovato finalmente riconoscimenti anche sul piano normativo. In particolare e' da ricordare l’art. 12 della legge 498/92, che determina le tariffe per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione sulla base di criteri che comprendono la remunerazione del capitale investito.

Tale innovazione è stata recepita dal Piano triennale per l’ambiente 1993-95, al fine di determinare un effetto moltiplicatore delle risorse disponibili e consentire l’utilizo delle risorse statali per operazioni di cofinanziamento, assieme ad altre risorse.

In conclusione, esistono oggi sul piano concettuale e legislativo le condizioni e le premesse per un nuovo rapporto tra pubblico e privato ed è possibile, pur nelle difficoltà oggettive della situazione economica, che la diminuzione delle risorse pubbliche nel settore ambientale venga controbilanciata da un consistente apporto di capitale e di management da parte delle imprese private.

È, quindi, possibile sviluppare in Italia, come già in altri paesi, la tecnica dei finanziamenti di progetto o Project Financing, considerata ormai unanimemente come la più convincente soluzione per consentire l’intervento del capitale privato nella realizzazione di opere pubbliche, rompendo così il paralizzante e spesso insufficiente monopolio che, in diverse realtà territoriali, è imposto dalle gestioni pubbliche in forma più o meno diretta.

Infatti , l’accorpamento dei singoli segmenti dei servizi in uno più ampio , comporta la gestione integrata in ambiti territoriali omogenei e, pertanto, la drastica riduzione delle gestioni in economia.

 
       
   
 
   

 

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