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IL PROGRAMMA
a cura di Roberto De Santis

 

La compatibilità tra mercato e ambiente
 
         

La politica verde sul rapporto economia ambiente: un fallimento annunciato

Settore inquinamento fisico, chimico, biologico

Aspetti istituzionali e legislativi per un governo federalista dell’ambiente

Federalismo fiscale e riforma fiscale ecologica

La compatibilità tra mercato e ambiente

La riforma fiscale ecologica

Gestione dei servizi ambientali Competizione privato-pubblico

Aree protette e difesa del suolo

Salvaguardia delle acque

Tutela della qualità dell’aria Prevenzione e limitazione dell’inquinamento acustico

Smaltimento rifiuti

Attività estrattiva in materia di miniere, cave e torbiere

Valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ed industrie ad alto rischi

Protezione ambientale nel settore energetico

Radioprotezione

Informazione, partecipazione ed educazione ambientale

Organizzazione amministrativa

 

 

 

  La politica di rilancio dell’economia e del mercato non può prescindere da un uso strumentale delle imposte quale mezzo di stimolo per la produzione e l’occupazione.

Il mercato non è, però, un’entità astratta e insensibile ai condizionamenti politici, anzi è un’istituzione elastica che nel nostro caso può reagire favorevolmente a interventi volti alla valutazione delle risorse naturali ed energetiche, condizione per una efficace tutela ambientale.

In Italia, purtroppo, il mercato è condizionato da una politica fiscale fortemente caratterizzata da un’elevata pressione volta a sostenere spese prevalentemente clientelari.

Gli adattamenti del mercato all’ambiente , da tempo non sono una novità e stanno diventando sempre più numerosi.

Nel 1972 I’OCSE sancì il principio "chi inquina paga" per indurre le imprese ad adottare tecnologie pulite. Oggi l’Unione Europea inizia ad introdurre la responsabilità del produttore coinvolgendolo fino alla fase finale del processo produttivo.

La riforma fiscale ecologica, già adottata dalla Svezia, è proposta dal "Piano Delors" e tutto ciò non viene visto come attentato al libero mercato, anzi, come sua razionalizzazione, perché è principio acquisito che l’economia interiorizzi il costo della tutela ambientale.

 
       
   
 
   

 

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